Riserva cerebrale e riserva cognitiva: cosa sono e perché ci proteggono dalla demenza
Il nostro cervello ha una sorprendente capacità di adattarsi e difendersi dai danni legati all’invecchiamento o alle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Questo “scudo protettivo” prende il nome di riserva cerebrale e riserva cognitiva. Anche se spesso usati come sinonimi, si tratta di due concetti diversi ma strettamente collegati.
Cos’è la riserva cerebrale?
La riserva cerebrale riguarda gli aspetti strutturali del cervello. Include:
- Il volume cerebrale
- Il numero di neuroni e connessioni sinaptiche
- La densità della materia grigia e bianca
In parole semplici, è la “dotazione biologica” con cui nasciamo o che sviluppiamo nei primi anni di vita. Un cervello più grande o meglio sviluppato può sopportare più danni prima che compaiano sintomi evidenti.
Cos’è la riserva cognitiva?
La riserva cognitiva, invece, riguarda il modo in cui il cervello utilizza le sue risorse. È la capacità di trovare strategie alternative per svolgere compiti anche quando alcune aree cerebrali sono danneggiate.
Questa riserva si costruisce nel tempo grazie a:
- Studi prolungati
- Lavori mentalmente impegnativi
- Attività stimolanti (lettura, giochi cognitivi, musica, ecc.)
- Relazioni sociali attive
In pratica, è l’esperienza mentale accumulata nel corso della vita che rende il cervello più flessibile e resistente.
Il celebre “Nun Study”: cervelli malati, menti sane
Una delle prove più affascinanti del concetto di riserva cognitiva viene dallo studio delle suore (Nun Study), condotto a partire dagli anni ’80 dal ricercatore David Snowdon.
In questo studio, oltre 600 suore statunitensi, tutte con uno stile di vita simile, hanno partecipato volontariamente a test cognitivi annuali e hanno donato il proprio cervello alla scienza dopo la morte.
Il risultato sorprendente?
Molte suore che in vita non avevano mostrato segni di demenza presentavano, all’autopsia, lesioni cerebrali tipiche dell’Alzheimer.
Questo significa che pur avendo un cervello danneggiato, alcune persone riescono a mantenere una buona funzione mentale. Come? Grazie a una forte riserva cognitiva costruita negli anni, ad esempio con l’educazione, la lettura, la scrittura diari, la meditazione e la vita comunitaria attiva.
Perché è importante capire la differenza
Capire la distinzione tra riserva cerebrale e cognitiva ci aiuta a intervenire per tempo. Mentre la riserva cerebrale è in gran parte genetica o legata ai primi anni di vita, la riserva cognitiva può essere potenziata a ogni età.
Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, ci confrontiamo con gli altri, affrontiamo sfide mentali o manteniamo attivo il nostro cervello, stiamo investendo nella nostra riserva cognitiva e allo stesso tempo stiamo facendo un’importante forma di prevenzione contro la demenza, aiutando il cervello a restare più forte e funzionale più a lungo.”